Relazione della Consulta

Riunione Direttori delle Corali liturgiche e Responsabili del servizio musicale nelle celebrazioni liturgiche parrocchiali 

in vista della Costituzione di una Consulta della Musica per il servizio liturgico.

 

Lunedì 10 giugno 2019 si è tenuto con successo in Seminario ad Alba un incontro per i Direttori delle Corali liturgiche ed i Responsabili del servizio musicale per le celebrazioni liturgiche, in vista della costituzione di una Consulta permanente([1]) della musica per il servizio liturgico.

L’O.d.G. prevedeva:

  • prima di tutto ascoltare per rendersi conto e Conoscere l’immenso servizio che durante l’anno viene compiuto nelle celebrazioni liturgiche parrocchiali, domenicali e festive.
  • poi Condividere le attenzioni raggiunte, sulle mete e le dimensioni che – a fianco del servizio liturgico – sono state curate e portate avanti in questi anni, nei cori liturgici e nelle assemblee eucaristiche.
  • poi poter Ascoltare le difficoltà che si vivono in concreto nel servizio alle assemblee parrocchiali,
  • e così Progettare le attese e le prospettive che in questo nuovo anno si desiderano ricercare, perseguire, portare avanti e con l’Ufficio Liturgico mettere in cantiere.

Relazione della riunione

Dopo la preghiera ed il  benvenuto ai presenti, d. Francesco introduce la serata, ricordando come ogni celebrazione – ed in modo speciale l’Eucaristia – senza musica e canto risulti più povera. Celebrazioni con e senza musica non sono uguali. La musica è posta nell’azione liturgica per:

– elevare a Dio la lode,

– favorire la partecipazione del popolo alla preghiera e all’azione liturgica.

La musica pone il rito in un contesto più elevato che non solamente quello offerto da una celebrazione unicamente parlata. La musica risulta così un prezioso aiuto per la liturgia, una sua dimensione.

Don Francesco invita poi tutti i presenti a presentarsi e ad illustrare il servizio liturgico-musicale che stanno portando avanti nella propria parrocchia o unità pastorale, condividendo anche le problematiche e le difficoltà riscontrare, offrendo a tutti le eventuali soluzioni adottate.

L’ampio numero dei partecipanti (un’ottantina circa) ha permesso di tracciare un quadro esteso e dettagliato delle realtà operanti nella nostra Diocesi. Tutti hanno avuto la possibilità di condividere le proprie esperienze, descrivere i gruppi in cui agiscono, le difficoltà incontrate e gli accorgimenti utilizzati per risolverle, o le aspettative e le richieste per migliorare il servizio.

Questo ha permesso non solo all’Ufficio Liturgico, ma agli stessi convenuti di ricavare dalle esperienze altrui nuove soluzioni dei vari problemi e difficoltà che permangono ancora e strade comuni da percorrere insieme.

Per dar conto di quanto emerso, fanno seguito ora alcune brevi riflessioni, riassuntive di molte situazioni comuni.

 

Situazione del servizio liturgico musicale in diocesi

In diverse parrocchie più grandi agiscono due corali, una più legata ad un repertorio classico e un’altra più favorevole ad un repertorio musicale contemporaneo e “giovanile”, che svolgono il loro servizio ad una specifica Eucaristia della Domenica (un coro a quelle delle ore 10.00, un altro coro a quella delle ore 11.15, …).

Ci sono poi comunità parrocchiali che hanno una sola corale strutturata (a due, tre o quattro voci), che svolge il proprio servizio liturgico soprattutto nelle solennità (come Natale, Pasqua, Corpus Domini, …)  e nelle occasioni significative della vita della parrocchia (Cresime, Matrimoni, …).

Ci sono comunità che hanno una corale composita – di voci bianche, voci giovanili e voci adulte – che cantano insieme, e dove il repertorio oscilla tra le varie anime che la compongono.

Ci sono comunità che hanno un coro festivo, che offre il proprio servizio ogni domenica, nelle celebrazioni di tutto l’anno, per animare il canto dell’assemblea.

Ci sono celebrazioni feriali, come le sepolture, che sono dotate di un gruppo di persone che si rendono disponibili al servizio del canto nelle funzioni esequiali.

Ci sono anche singole persone, che animano e fanno seguire la celebrazione e sostengono il canto liturgico dal microfono, incoraggiando l’assemblea ad unirsi al canto.

 

Cori giovanili

Si registra una realtà emergente con i cori di bambini e piccoli cantori inseriti in cori di adulti.

Ci sono gruppi “giovanili” (che a volte affiancano quelli degli adulti nella stessa parrocchia), che si auto-distinguono in base al repertorio praticato, giovanile o tradizionale o misto.

Questa presenza richiederebbe un’attenzione mirata e particolare: la necessaria individuazione di un repertorio adatto alle liturgie della comunità, così come proporre un sostegno nella loro formazione, e studiare modalità di condivisione tra percorsi simili in Diocesi. Si sente infatti l’esigenza, per i gruppi d’impronta più moderna, un circuito d’informazione e collaborazione, attivabile dall’Ufficio Liturgico.

 

Collaborazioni interne ed esterne

A motivo del nuovo assetto diocesano, nella collocazione delle parrocchie all’interno delle unità pastorali, ci sono alcune corali non più identificate solamente come appartenenti ad una specifica parrocchia, ma corali dell’intera unità pastorale, con un conseguente servizio naturalmente “itinerante” a seconda del calendario della unità pastorale stessa.

Grazie alla partecipazione alle celebrazioni diocesane, e ad incontri con altri cori, si registra una preziosa collaborazione tra corali, dove c’è disponibilità ad affiancarsi nell’animare celebrazioni importanti per la comunità di quel singolo coro.

Lo scambio del servizio liturgico ha permesso poi ai vari gruppi corali coinvolti di incrementare la reciproca conoscenza e l’amicizia, ampliata con momenti di fraternità conviviale ( come merende, cene,…), complementari alla stretta esecuzione musicale.

 

Il posto del coro: sopra, davanti, accanto, dentro all’assemblea

Spesso il coro che canta in tribuna o in uno spazio ad esso dedicato è considerato dall’assemblea come un gruppo da ascoltare piuttosto che come gruppo guida con cui cantare insieme.

Interessante la riflessione e la scelta coraggiosa di alcuni cori che sono “scesi” letteralmente nell’assemblea, per aiutarla concretamente a cantare, ottenendo risultati positivi.

Altri cori si collocano a lato dell’assemblea, vicini alla consolle dell’organo e dell’organista, o altri ancora mantengono la precedente collocazione in tribuna, sopra l’assemblea per poter restare vicino all’organo.

Altri hanno situato la loro collocazione dietro il dorsale del vecchio altare tridentino con il problema di non riuscire a verificare nella celebrazione il concludersi di una specifica azione liturgica per adattarvi la lunghezza dei canti.

Mentre altri, pur restando dietro l’altare tridentino, per ovviare a questo, seguono la celebrazione mediante ausili visivi (telecamera a circuito chiuso che riprende l’azione liturgica in presbiterio e televisore dietro l’altare tridentino).

In alcune parrocchie è anche presente una voce guida.

 

Strategie per aprire al servizio del canto

Molti cori sono costituiti di pochi cantori, soprattutto donne.

In generale molti affermano come siano pochi i cantori uomini.

Altri cori lamentano poco ricambio generazionale.

Alcuni sostengono che la mancanza di cantori sia una conseguenza della riduzione graduale di chi “frequenta” con assiduità e prende parte alle celebrazioni domenicali.

Lo scambio tra corali e l’aiuto reciproco nel servizio liturgico si è rivelata una prima soluzione per sopperire alla mancanza di coristi.

Alcuni cori, per migliorare la partecipazione alle attività del coro, hanno ammodernato le prove di coro rendendole più accattivanti (per es. la verifica del servizio domenicale della corale effettuata con il gioco dell’«hashtag: trova l’errore», per rieseguirlo meglio…).

Altri cori non impongono la partecipazione costante a tutte le prove: venendo incontro in questo modo alle esigenze soprattutto di chi – per impegni di lavoro o di famiglia – non può presenziare settimanalmente, permettendone comunque una partecipazione anche se non continuativa.

Un’altra interessate proposta, per avvicinare nuovi potenziali cantori, è quella di un coro che sta sperimentando una sorta di patto con le coppie di fidanzati che richiedono il servizio della corale per il loro matrimonio: in cambio è chiesto loro di prendere parte ad almeno una prova del coro dopo il matrimonio. E in  alcuni casi gli sposi sono diventati coristi effettivi.

Un modo per coinvolgere bambini e ragazzi nelle attività del coro consiste nel permettere ad essi di suonare uno strumento nella celebrazione.

Alcuni cori puntano di più su un’accoglienza ed una partecipazione allargata, senza troppe pretese dal punto di vista qualitativo tecnico-musicale.

Ci sono a fianco delle attività delle prove anche momenti collaterali, per favorire un clima familiare, di amicizia e di reciproca conoscenza.

 

Criteri per la scelta dei canti

Per favorire un’animazione del servizio musicale ed un efficace coinvolgimento dell’assemblea, la scelta dei canti per la Messa segue una serie di criteri e di priorità:

  • Ci sono coloro che scelgono i canti in base alla liturgia, alla celebrazione di quel giorno: si leggono le letture che saranno ascoltare nella Messa, verificano il tempo liturgico della celebrazione (Avvento-Natale, Quaresima-Pasqua, Immacolata, Corpus Domini,..) o le intenzioni di quella domenica (delle vocazioni, del povero,…).
  • Ci sono coloro che scelgono i canti in base alle persone che in quel momento compongono il coro, tralasciando brani più complessi se non c’è sicurezza di esecuzione, brani più “giovanili” se c’è la presenza di giovani nel coro,…
  • Ci sono coloro che scelgono i canti in base alle persone presenti nell’assemblea: se è una celebrazione con solo persone anziane, con famiglie, con ragazzi, con bambini,…

Tutto questo orienterebbe a studiare dei mezzi di supporto, con l’eventuale offerta di materiale informativo sui criteri liturgici di base, su proposte per i vari tempi liturgici, ed eventualmente brevi incontri ad hoc (per vicarie…).

 

Per una migliore partecipazione dell’assemblea al canto

La maggior parte dei gruppi e delle parrocchie mette a disposizione dell’assemblea dei libretti con i testi dei canti. Per agevolare ulteriormente la partecipazione dell’assemblea, il numero del canto viene annunciato al microfono da un corista o da un commentatore oppure viene scritto su lavagnette per il coro. In alcune parrocchie, il parroco stesso (o del celebrante) prima dell’inizio della celebrazione propone di provare con l’assemblea (e l’aiuto di coristi e strumenti) principalmente il ritornello del salmo responsoriale come anche il ritornello di altri canti. Ugualmente il canto unitario di coro e assemblea può essere favorito dall’invito e dal sostegno del sacerdote celebrante durante le celebrazioni a prendere parte al canto del coro.

 

Repertorio dei canti

La preoccupazione e l’attenzione alla partecipazione dell’assemblea al canto liturgico richiede di adeguarvi il repertorio per favorire il canto assembleare.

Ci sono repertori con canti a una o poche voci, canti tradizionali, canti di M. Frisina, anche canti “ritmati” ma solo se introdotti gradualmente con voce guida. Molti gruppi tendono a ripetere lo stesso canto per più celebrazioni consecutive per favorirne l’apprendimento.

Paradossalmente, molti canti avvertiti come “nuovi” sono per i giovani ormai “vecchi” (perché hanno in media 10/15 anni), mentre canti considerati “vecchi” – e come tali abbandonati – risultano “nuovi” per i giovani.  È tuttavia interessante come i bambini cantino con uguale piacere sia il repertorio tradizionale sia quello giovanile. Potrebbe essere questo un saggio invito a non categorizzare a tutti i costi i canti ora come “tradizionali” ora come “giovanili”?

Esistono poi problemi di unificazione dei repertori tra gruppi della stessa unità pastorale o della stessa vicaria. È sempre più sentita la necessità di un repertorio condiviso, con innovazioni introdotte in modo graduale. È stata citata l’esperienza di un comune libretto dei canti, detto libretto rosso a suo tempo realizzato localmente da alcune parrocchie della Vicaria del Roero, come raccolta di quei canti maggiormente conosciuti dalle comunità interessate e messi a disposizioni di tutti.

 

Formazione liturgico-musicale

Diversi cori sentono l’esigenza di approfondire le indicazioni liturgiche, di conoscere le priorità delle parti da cantare nelle celebrazioni, di ampliare liturgicamente il proprio repertorio. Chiedono che sia spiegato loro cosa cantare, come scegliere i canti, quale repertorio utilizzare.

Ci sono cori che hanno, al loro interno, componenti che preparano l’elenco dei canti in base alla liturgia. Altri, nel corso delle loro prove, si soffermano ad analizzare il testo dei canti per spiegare a tutti i coristi il motivo della scelta di quel canto, perché ogni corista sappia modulare la propria voce in base al messaggio da trasmettere.

Altri stanno compiendo un cammino di crescita e studio musicale, perché sentono la necessità di migliorare la tecnica esecutiva. Diversi cori stanno seguendo o hanno seguito corsi specifici di formazione sulla vocalità.

Ci sono alcuni che per merito della qualità del loro canto hanno ricevuto commenti molto gratificanti (“ci aiutate a pregare”).

L’Istituto diocesano di Musica Sacra offre quest’anno, al di fuori del Programma Formativo annuale dell’Istituto, il Corso per salmisti (attivabile nelle parrocchie e Vicarie della diocesi)[2], ed ugualmente potrebbe – su richiesta – proporre corsi e lezioni di alfabetizzazione musicale, incontri di base sulla vocalità e sulle modalità di canto corale…

 

Organisti

La maggior parte dei cori usa l’organo o una tastiera, come strumento principale per l’accompagnamento, ma risultano a volte presenti anche la chitarra o altri strumenti, per favorire la partecipazione anche di ragazzi e giovani. In alcuni casi l’uso della chitarra è una necessità vista la mancanza in alcune parrocchie di organisti stabili.

È emersa una difficoltà abbastanza diffusa nel reperire organisti. Si potrebbe agire in più direzioni:

(A) Creare un albo – consultabile su richiesta – di organisti (e strumentisti) disponibili a prestare saltuariamente servizio in parrocchie diverse da quella d’origine.

(B) Individuare giovani e meno giovani desiderosi di apprendimento e proporre con coraggio i corsi per organisti liturgici dell’Istituto Diocesano di Musica Sacra, per una loro adeguata formazione. Farsi promotori di tale proposta presso parroci e consigli parrocchiali.

(C) Proporre ai parroci di investire sulla preparazione di qualche ragazzo o giovane come nuovi organisti, assumendosi anche come parrocchia la spesa per l’iscrizione e la frequenza dei corsi all’Istituto Diocesano di Musica  Sacra.

(D) Informare (ad es. attraverso Gazzetta d’Alba) sulle attività dell’Istituto, soprattutto all’inizio dei corsi.

 

Coro dell’Istituto Diocesano

Al termine dell’incontro Marco Viberti, Coordinatore del Coro dell’Istituto Diocesano di Musica Sacra, ne ha presentato l’attività e le caratteristiche, come da Allegato n. 1. L’informazione è stata preziosa perché non tutti conoscevano l’esistenza, le caratteristiche e le prerogative del Coro.

 

Al termine della serata, don Francesco fa notare come il servizio musicale nelle parrocchie coinvolga con continuità tantissime persone ogni volta, sia nel canto alle celebrazioni, siano solennità, feste o domeniche, così come nelle prove dei cori di tutta la Diocesi.

 

Alba, Seminario Diocesano, lunedì 10 giugno 2019, Memoria della B. V. Maria, Madre della Chiesa

 

Francesco Mollo, Direttore Ufficio Liturgico

Bruno Cerchio, Incaricato Sez. Musica Sacra

Marco Viberti,  Coordinatore del Coro Istit. Dioces. Musica Sacra

 

 

Chi fosse interessato a restare aggiornato sulla riflessione della Consulta può scrivere a: Ufficio liturgico diocesano

don Francesco Mollo: liturgia@alba.chiesacattolica.it

don Bruno Cerchio: bruno.cerchio@fastwebnet.it

Marco Viberti: marco.viberti@hotmail.it

[1] La dicitura “permanente” non intende tanto qualificare la frequenza degli incontri (almeno uno all’anno) ma la possibilità – offerta dai moderni mezzi informatici: e-mail, mailing list, gruppi di whatsapp, ecc. – di poter stabilmente mantenere i contatti tra chi si occupa del servizio musicale nelle parrocchie e l’Ufficio Liturgico.

[2] La diocesi ha elaborato un libretto per la formazione nelle Parrocchie e vicarie. Il corso per Salmisti si trova sul testo Offerta Formativa della diocesi di Alba alle vicarie e unità pastoralihttp://www.alba.chiesacattolica.it/libretto/ (p. 5).